Chi è Marine Le Pen

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Marine Le Pen, avvocato di 49 anni, terzogenita di Jean-Marie Le Pen, fondatore del partito di estrema-destra Font National del quale Marine ha assunto la leadership nel 2011. Lo scorso 25 aprile ha abbandonato la guida del suo partito per intercettare i voti dell’elettorato di destra, esortato da Francois Fillon a votare per lo sfidante Emmanuel Macron, nel secondo turno delle elezioni presidenziali francesi. Personaggio della politica d’oltralpe conosciuto soprattutto per le sue forti dichiarazioni contro l’immigrazione di massa, la minaccia terroristica di matrice islamica, sul reintegro della pena di morte per reati gravi e sulla Frexit. Ha preferito la carriera politica alla professione forense, esercitata soltanto per pochi anni a Parigi. Il suo incontro con la politica a soli 8 anni, quando la famiglia viene colpita da un attentato.  Il 2 novembre 1976, infatti, mentre dorme nella sua camera, venne sepolta da una pioggia di vetro e calcinacci. Cinque chili di dinamite scagliati nell’attentato contro l’appartamento di Jean-Marie Le Pen non bastarono però a fermare la bambina che diventerà la futura candidata del Front National all’Eliseo.

Le velleità antieuropeiste, confermate dal suo programma elettorale che prevede la proposta del referendum per portare la Francia fuori dall’Unione europea e dall’area euro e il ritorno al franco,hanno fatto tremare una parte della comunità finanziaria internazionale, con significative ripercussioni anche sui rendimenti dei titoli di stato francesi. Solo di recente è sembrata più morbida sul punto prevedendo tempi lunghi per questo genere di consultazioni, almeno dopo le elezioni europee del 2018. Dietro l’immagine di una donna impavida e concreta, attenta anche al look c’è un team di amiche che le consigliano abiti e trucco. Amante di Hemingway ma anche di Baudelaire, ascolta sempre le canzoni di Adele.

le pen maritoDensa la cronaca rosa che riguarda Marine, sposata e divorziata due volte: prima con Franck Chauffroy, da cui ha avuto 3 figli: Jeanne, Mathilde e Louis poi con Eric Iorio. Unico punto in comune tra i due la militanza nel Front, come, del resto, l’attuale compagno Louis Aliot, che ricopre la carica di vicepresidente. Numerose le biografie non autorizzate di Marine. Deve aspettare il 2003, per vedere il suo primo successo politico alle elezioni per la presidenza della regione Île-de-France, durante le quali ottiene il 12% dei voti, divenendo consigliere regionale. Poi, nel 2004 conquista un seggio nell’Europarlamento, mantenuto nelle votazioni del 2009 e del 2014. Due anni dopo batte Bruno Gollnisch alle primarie del Front National, diventando leader del partito fondato dal padre e, nel 2012, si candida alle elezioni presidenziali francesi. Per la prima volta, il Front National si afferma terzo partito di Francia, ottenendo quasi il 18% dei consensi, subito dopo il socialista Francois Hollande e il presidente uscente Nicolas Sarkozy. Dopo il grande successo elettorale alle elezioni europee del 2014, l’anno successivo si candida alla presidenza della regione Nord-Calais-Piccardia, dove ottiene oltre il 42 % delle preferenze al secondo turno.

le penNegli ultimi sei anni ha lavorato molto sul cambiamento d’immagine del Front National, traghettando il partito di Jean-Marie Le Pen su posizioni meno estremiste e non xenofobe, fino all’allontanamento del padre dal partito. I francesi parlano di dediabolisation (de-diavolizzazione), con l'ingresso di nuovi dirigenti provenienti da una destra più  tradizionale, come Florian Philippot. Pesano su questo processo di sdoganamento, alcune dichiarazioni rilasciate nel corso dell’ultima campagna elettorale su una mancata responsabilità del governo collaborazionista francese nel rastrellamento del Velodromo d'inverno a Parigi, crimine che portò alla deportazione di 13mila ebrei nei lager nazisti. La sua corsa verso l’Eliseo, però, non è stata fermata nè da queste accuse nè da quelle sulla presunta utilizzazione illecita di fondi europei a favore di alcuni collaboratori. Fautrice del cosiddetto “protezionismo intelligente” per difendere la produzione francese, e subito diventata la portavoce di tutte le istanze antieuropeiste nazionali e internazionali. Chiave del programma èl’abbandono dell’Euro, attraverso un referendum popolare, il finanziamento del debito pubblico da parte della banca centrale francese, l’istituzione di un’Autorità di Sicurezza Economica che limiti gli investimenti stranieri rischiosi per l’interesse nazionale. In agenda anche la riduzione dell’età pensionabile da 62 a 60 anni oppure 40 anni di contributi, e l’abolizione della riforma socialista del lavoro. Rimangono invariate le 35 ore lavorative settimanali. Come incentivi alla crescita ci sono la riduzione della tassazione sul reddito del 10% e la defiscalizzazione per due anni delle assunzioni di giovani fino a 21 anni, punto che ha portato via gran parte dei voti degli universitari, esclusi da questa fascia d’età. Sicurezza e lotta all’immigrazione non regolamentata sono i punti cardine del suo programma. L’abbandono di Schengen per ristabilire le frontiere nazionali e la punizione per indegnità nazionale per quei cittadini francesi radicalizzati tenuti sotto sorveglianza, sono soltanto alcune delle proposte di sicurezza, seguite da nuove misure contro la delinquenza minorile, espatrio dei criminali stranieri attraverso accordi bilaterali, stop alla naturalizzazione degli immigrati entrati illegalmente in Francia ed allo ius soli e permesso di ingresso in patria a soltanto 10 mila persone l’anno. Ambizioni che costerebbero allo Stato francese ben 85 miliardi di euro, che potrebbero essere coperti, secondo la Le Pen, in parte da una crescita dell’economia al ritmo di 2% l’anno, da un gettito di 20 miliardi dai nuovi dazi, dal risparmio di circa 40 miliardi per la riduzione dei sussidi di disoccupazione e dei 19 miliardi versati ogni anno dalla Francia all'Unione Europea.

Articolo a cura di Annalisa Lospinuso, giornalista di Le Fonti (New Media)

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